Innovazione e competitività: dal Consorzio un nuovo software a servizio delle aziende

MALAGNINO (Cr) – Sperimentazione, ricerca, nuove tecnologie. In una parola sola: innovazione. Per essere sempre più di supporto alle aziende associate, per aiutarle ad essere sempre più competitive ed innalzare sempre più la qualità del prodotto, con benefici per tutti. E’ questo il “cuore” del progetto “Filiera Smart Farming Cremona” partito due anni fa, realizzato dal Consorzio Agrario di Cremona in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza (Facoltà di Scienze Agrarie) e  Milano (Facoltà di Economia) e con Abaco Group, nell’ambito del quale è stato presentato questo pomeriggio il nuovo software, un nuovo “Decision Support System” dedicato alle aziende produttrici di mais da granella che supporterà gli agricoltori nelle varie fasi della produzione. All’incontro hanno partecipato oltre un centinaio di agricoltori. Ingente l’investimento fatto dal Consorzio e grandissimo il lavoro compiuto dai suoi tecnici unitamente al personale dell’Università Cattolica e ai tecnici di Abaco. Il progetto SMART FARMING CREMONA, che rappresenta un’attuazione del PIF (piano integrato di filiera) è partito alla fine del 2016 con l’intento di offrire soluzioni per la sostenibilità, competitività e tracciabilità, dei prodotti attraverso l’integrazione di data base territoriali, con infrastrutture hardware e software selezionate e contestualizzate alle specificità del territorio. Dopo due anni di sperimentazione ed elaborazione dati raccolti su un campione di aziende tra le più rappresentative del territorio per quel che riguarda la produzione del mais da granella, il nuovo strumento informatico a servizio degli agricoltori sarà dunque disponibile dal 2019.“Il Consorzio crede che essere sempre all’avanguardia, avere a disposizione dei dati, poterne usufruire, sia più che mai il perno per realizzare le produzioni – ha detto il Presidente Paolo Voltini – . Abbiamo sostenuto da subito questo progetto, che non va a beneficio solo del settore maidicolo, ma ben si integra con le attività di chi fa zootecnia e opera negli altri settori complementari. Abbiamo superato ostacoli durante questo lungo percorso, ma siamo andati avanti sempre con ferma determinazione: quella che all’inizio pareva un’impresa di difficile compimento, oggi è una scommessa vinta. Che non rappresenta però un punto di arrivo, ma un punto di partenza per altre iniziative che sono già in cantiere per il prossimo anno. Il mio ringraziamento – ha concluso Voltini – va a chi ha creduto insieme a noi a questa iniziativa: l’Università Cattolica, Abaco e Ager, ma anche ai nostri soci, che ribadisco, sono la forza del Consorzio. L’elemento che fa sì che noi, al contrario degli altri, possiamo certificare la filiera dall’inizio alla fine”.

Dopo l’introduzione del presidente, si sono susseguiti gli interventi dei relatori presenti: Andrea Maffini, tecnico del servizio Agronomico del Consorzio Agrario di Cremona ha riassunto la genesi, le fasi e finalità del progetto nella sua interezza.Il prof. Francesco Masoero (foto sopra), docente presso la Facoltà di Scienze Agrarie dell’Università Cattolica di Piacenza ha illustrato invece i vari aspetti del problema “micotossine” nella filiera del mais. Alberto Pradelli (foto sotto), tecnico del servizio agronomico del Consorzio Agrario di Cremona ha parlato delle pratiche agronomiche che consentono di ottimizzare la produzione del mais. 

Simone Parisi di Abaco ha presentato nei dettagli il nuovo Sistema informatico di Supporto alle Decisioni (Decision Support System) e quindi Antonio Gallo, ricercatore presso la facoltà di scienze agrarie di Piacenze ha illustrato quali possono essere le conseguenze dell’eventuale presenza di micotossine negli allevamenti zootecnici. A conclusione dell’incontro il direttore del Consorzio Agrario di Cremona Franco Vertini ha ringraziato tutti i partner del Consorzio nel progetto Smart Farming Cremona e anche tutti i presenti, rimarcando l’importanza che il Consorzio, in veste di produttore di mangimi, da sempre dà alla qualità del mais che utilizza nonchè il grande supporto che in tal senso potrà dare il nuovo software messo a disposizione degli agricoltori. Grande è stato, non solo in termini di partecipazione all’incontro, l’interesse dimostrato dai produttori di mais per il nuovo sistema di supporto offerto dal Consorzio: al termine del pomeriggio molte sono state infatti le richieste di informazioni  pervenute ai tecnici che hanno elaborato il progetto.

 

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